¡La comunidad de los itañoles repartidos por el mundo! La comunità degli itagnoli sparsi per il mondo!

Sono itagnola da quando ero piccola e sono sempre stata consapevole della fortuna che ho, quella di poter attingere a entrambe le mie culture per poter esprimere e capire parole, emozioni e sensazioni.
Più di recente, pochi anni fa, ho preso coscienza di un’altra mia fortuna: quella di essere pluri-italiana. Come ho spiegato in un post precedente, ho ripreso con più costanza e serietà l’uso della lingua italiana da quando è nato mio figlio. Da allora, infatti, ho cominiciato a insegnarla sia a lui che al padre, visto che in casa è diventata la lingua che adoperiamo correntemente. Ecco che è rifiorita la mia multiculturalità dentro l’italianità: mia madre milanese, mio padre pisano figlio a sua volta di genitori siciliani, vissuta inoltre con loro per otto anni a Trieste, il mio italiano è un miscuglio di tanti italiani diversi. Pur non parlando nessun dialetto (questo sarebbe un capitolo a parte, cioè quello di spiegare, come mi è successo diverse volte, a uno spagnolo, che i dialetti italiani sono paragonabili alle diverse lingue parlate in Spagna, con la loro storia, letteratura e tutto, e che ce ne sono tanti quasi quanti paeselli in Italia…) i diversi vocaboli che conosco per una stessa parola mi stanno dando la possibilità di trasmettere alla mia famiglia itagnola una lingua ancora più ricca. Ad esempio, il bimbo mi chiede:
Mamma, quello per appendere i vestiti si chiama…?
Ed io rispondo
La nonna lo chiama ometto, il nonno gruccia
E così via: lo straccio è pure un cencio, il barattolo è anche un bussolo, quando si lasciano porte e finestre aperte c’è corrente ma anche riscontro, per pulire in casa c’è la candeggina e la varechina.
Che bello poter insegnare tante lingue in una!
E voi, avete avuto esperienze simili con la lingua italiana o con quella spagnola?
Bello anche per noi itañoli di madrelingua Spagnola poter imparare non solo la lingua italiana, ma anche il dialetto della zona dove abitiamo
Eh, sì, è proprio molto interessante! Non solo il dialetto, ma anche i modi di dire, l’intonazione, l’accento… tutto!
Bellissimo post!!! A casa nostra la “basura” si può chiamare spazzatura oppure rumenta, e le scarpe di ginnastica sono “las bambas” oppure “zapatillas de deporte”, così come per chiamare i “jeans” possiamo dire “tejanos” o “vaqueros”…Il mio spagnolo è influenziato dal catalano e dal castigliano dei miei, e l’italiano dal genovese dei nonni!!
Tutto ricchezza!!
È incredibile come arricchiscono la lingua i localismi, e la rendono ancora più interessante!
è proprio vero Nico!! Vivere qui mi aveva fatto dimenticare il multi-italiano. Parole della tua lingua che non hai mai sentito.Mi successe durante gli anni dell’università in cui sono stata a contatto con gente di regioni differenti. Eh sì, il tuo piccolo è davvero fortunato
Proprio così!